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Europa

Ultimo Aggiornamento: 10/04/2013 18.09
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06/12/2012 08.21

Tutto ciò che riguarda la storia ucronica del vecchio continente
Ciao,
pubblichiamo qui tutto ciò che riguarda la storia d'Europa.

Europa - dal 1917 al 1938 - versione 1.0

VSV

Pierpaolo
[Modificato da CesareBorgia 22/03/2013 16.15]
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Associazione Ludico-Culturale "The Game's Rebels" - Castel Rozzone (BG)

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Repubblica Romana
Signori, nel 1849 nacque, splendette di Luce Patria e di Civiltà posseduta la Nobile Repubblica Romana, sconfitta dalla preponderanza delle armi Francesi, Austriache e Borboniche, asservite alla Restaurazione.
Ma nel "nostro mondo", a modo nostro, essa può e deve vivere.
www.repubblicaromana1849.it/
Italia Federata di Libere Genti, con eguali diritti et doveri li popoli che essa accoglie nel suo grembo.
;-)

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21/03/2013 15.24

Ciao a tutti,
ecco una parte della storia ucronica europea, dal 1917 al 1938. C'è ancora molto da decidere e devo riuscire a preparare una cartina per farvi visualizzare il tutto.

In grassetto vedete dove si deve ancora lavorare.

Attendo vostri commenti

VSV

Pierpaolo


Cronologia Ucronica

[Inserire prima parte guerra – allargare seconda parte oltre la Germania]

1916 – Dal deserto dell’Arabia, giunge un misterioso individuo, chiamato dai suoi seguaci “Il Figlio del Profeta” che inneggia ad una unione di tutti i musulmani d’Arabia. In poco tempo riesce a radunare un vero e proprio esercito di fedeli che dilagano per i territori dell’Impero Ottomano occupando in breve tempo le città sante di La Mecca e Medina per poi marciare su Gerusalemme. Impegnato nella Grande Guerra, il Sultano Mehmet V, mandò contro i ribelli un esercito di mercenari giungendo ad assediare la città di Damasco. La conquista e la sconfitta dei ribelli provocò una vera e propria carneficina da parte dei mercenari. Il “Figlio del Profeta” condannò dinanzi ad Allah tale gesto e la popolazione musulmana di tutto l’Impero non potè far altro che sollevarsi nel nome del Profeta. Anche Istanbul subì alcuni episodi di rivolta, subito repressi nel sangue dai Giannizzeri del Sultano. In stallo sul fronte Austriaco dei Balcani e sicuro della propria forza, Mehmet V si mise alla testa delle proprie truppe e marciò verso La Mecca per liberarla e riconquistare i luoghi santi dell’Impero. Durante l’assedio durato ben due mesi, molteplici atrocità vennero compiute da ambo le parti finchè una mattina il padiglione del Sultano venne trovato completamente divelto, i Giannizzeri sgozzati e il corpo di Mehmet V decapitato. Ciò fece piombare l’esercito Ottomano nel caos, obbligandolo ad una precipitosa e rovinosa fuga attraverso il deserto. Nessuno sopravvivrà. Nel contempo nei Balcani l’Impero Austro-Ungarico, lanciò la propria offensiva contro i domini Ottomani, dilagando in Serbia, Romania e Bulgaria, sino a giungere alle porte della Macedonia e della Grecia. Il nuovo Sultano Mehmet VI offrì la pace ai ribelli riconoscendo loro la sovranità sul Libano, sulla Palestina e sull’Arabia. “Il Figlio del Profeta” accettò la pace creando così un nuovo stato Musulmano, il Sultanato di Gerusalemme, prendendo il nome di Saladino. Pacificati i confini meridionali, Mehmet VI potè dedicarsi alla guerra con l’Austria cercando di contrattaccare con tutte le forze a disposizione.

1917 – La Grande Guerra continua senza tregua, con diversi risultati su ciascun fronte:

• AMERICA: da stabilire dopo aver deciso assetto continente.
• AFRICA: Le truppe borboniche vengono sconfitte nella battaglia di Gaza, quando un contingente del Regno delle due Sicilie viene annientato dall’attacco improvviso delle truppe del Faraone Imhotep II [stabilire quando nascita del nuovo Egitto dei Faraoni]. Le cronache dei pochi superstiti parlano dell’assalto di uomini mezzi animali giunti dalle sabbie e dell’improvviso animarsi della Sfinge. Nessuna prova esiste a conferma di questo evento. A seguito di questa sconfitta, i Borboni ritirano le truppe in Libia, Tunisia e Algeria, mantenendo così i propri domini pre-guerra.
• ASIA/OCEANIA: da stabilire con Giovanni. Considerare Commonwealth neutrale e invasione Russa della Mongolia e della Cina. Giappone?
• EUROPA: L’Impero Prussiano dilaga in Olanda e Belgio oltre che in Francia, sebbene la resistenza della Repubblica Comunarda di Parigi sia forte e impedisca di avanzare oltre Calais, Dijon, Reims e Amiens sebbene le truppe prussiane abbiano ormai occupato tutta la Normandia e premano sulla Bretagna. Una serie di trincee rende la guerra un vero e proprio stallo. L’Inghilterra è preda al riassetto dopo la creazione del Nuovo Commonwealth sotto la guida dei Deva [lavoro con Giovanni] e mantiene fieramente la propria neutralità. L’Austria-Ungheria si ritira dalla Bulgaria sotto la spinta delle riconquista Ottomana e comincia una lunga marcia verso la Serbia attraverso i territori della Valacchia e della Romania. L’esercito Ottomano li insegue riconquistando così i territori che aveva perso solo l’anno prima. Sul fronte orientale l’Impero Russo termina l’invasione della Svezia e della Norvegia pacificando in tal modo i suoi confini Europei per dedicarsi totalmente al fronte orientale con l’invasione della Mongolia e della Cina, rallentata per la resistenza dei signori della guerra locali.

o 25 ottobre (07 Novembre) –Lenin e Trockij alla guida dei Bolscevichi obbligano lo Zar Nicola II a fuggire da San Pietroburgo verso Mosca per barricarsi all’interno del Cremlino. Comincia così una vera e propria guerra civile che contrappone l’Armata Rossa Bolscevica all’Armata Bianca Zarista. Nulla sembra poter fermare l’avanzata dei comunisti che in breve invadono Mosca, aiutati dall’arrivo di contingenti dalla Svezia e dalla Norvegia costituiti da coloro che si opponevano all’invasione Russa. L’assedio del Cremlino dura quasi un mese e quando si pensava che lo Zar dovesse arrendersi l’arrivo delle possenti Navi da Terra sviluppate nei laboratori di Tunguska in Siberia permettono agli imperiali di liberare il loro sovrano e la sua famiglia e di fuggire oltre gli Urali. La guerra civile continuò per quasi due anni.

1918 – Pace di Avignone – lo Stato della Chiesa, con sede ad Avignone, decide di ospitare le trattative per la fine della Grande Guerra. Dopo mesi di incontri estenuanti si arriva il giorno di Natale del 1918 alla cosiddetta Pace di Avignone benedetta dal Pontefice Benedetto XV. Presenti per gli stati coinvolti:

• Il Cancelliere Theobald von Bethmann-Hollweg per conto del Kaiser Guglielmo II dell’Impero di Prussia
• Il Cancelliere Ernst Seidler von Feuchtenegg per conto dell’Imperatore Carlo I dell’Impero di Austria e Ungheria
• Il Plenipotenziario Mustafa Kemal Atatürk per conto del Sultano Mehmet VI dell’Impero Ottomano
• Il Primo ministro Camille Chautemps per conto della Repubblica Comunarda di Parigi
• Il Cardinale Segretario di Stato Ambrogio Damiano Achille Ratti per conto del Pontefice Benedetto XV

La Pace di Avignone sistema ancora una volta la situazione Europea consolidando i confini delle varie nazioni partecipanti al congresso di pace. Ciò prevede le seguenti cessioni:

• L’Impero Prussiano ottiene il dominio dell’Olanda e del Belgio nonché dei territori di Calais, Amiens, Dijon e Reims rinunciando però alla Normandia occupata a favore della Repubblica Comunarda che abbandona per protesta il congresso dichiarandolo nullo. Nulla farà contro la cessione dei territori alla Prussia;
• L’Impero Austro- Ungarico ottiene la creazione del Regno di Serbia (Serbia, Romania e Valacchia) come stato cuscinetto tra i propri domini e i domini dell’Impero Ottomano che ottiene la Bulgaria e i territori costieri della Romania.

L’Impero Prussiano, di accordo con l’Impero Austro-Ungarico e l’Impero Ottomano decidono l’invio di truppe per l’invasione dei territori bielorussi per liberarli dal gioco bolscevico e restaurare così lo Zar. Di contro la Repubblica Comunarda, fondando l’Internazionale di Parigi, concede pieno sostegno alle truppe sovietiche, subito appoggiata dalla Repubblica Romana. Si assiste così all’invio di brigate internazionali socialiste contrapposte alle truppe imperiali.

1918 – 1920 – Guerra di Russia – Due anni di scontri durissimi che vedono la partecipazione popolare dei socialisti di tutto il mondo e delle armate conservatrici degli imperi in campo, portano infine alla Pace di Minsk che vede un nuovo status-quo nei territori dell’ormai Ex Impero Russo:

• La Svezia, la Norvegia e la Finlandia divengono parte integrante dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche assieme al territorio russo fino agli Urali;
• La Lituania diviene un Regno formalmente indipendente sebbene vassallo della Prussia e comprendente i territori di Lituania, Lettonia, Estonia e Bielorussia;
• La Polonia diviene totalmente parte integrante dell’Impero Prussiano;
• Parte dell’Ucraina viene ceduta ai Sovietici sebbene fosse rivendicata dall’Impero Aburgico. Fu il Kaiser Guglielmo II di Prussia a sottoscrivere questo accordo, rompendo di fatto la secolare alleanza con gli Asburgo. Nel mentre l’Impero Ottomano ottiene la Crimea;
• Lo Zar Nicola II ottiene il titolo di Zar dell’Impero Artico Zarista che si estende dagli Urali sino all’Alaska e comprende anche la Mongolia; la capitale di tale immenso Impero viene stabilita sulla Borodino II, possente Nave da Terra.

1923 – Putsch di Monaco – L’ex caporale Adolf Hitler, giunto alla guida del Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori Tedeschi, appoggiato da due organizzazioni paramilitari, le SA di Ernst Röhm e le SS di Heinrich Himmler tenta un colpo di Stato nella provincia di Baviera dell’Impero Prussiano, esaltando l’indipendenza dei bavaresi contro la tirannia prussiana. Facendo leva sul malcontento della popolazione per l’oppressione dei prussiani riesce a finire a capo di una vera e propria rivolta contraria al governo del Kaiser Guglielmo II. I primi scontri contro le guarnigioni imperiali sono vittoriosi sebbene Adolf Hitler venga ferito a morte, spegnendosi dopo pochi giorni di agonia. Utilizzando l’esempio del martirio del leader nazista, Himmler e Röhm proclamano a Monaco la Repubblica Nazionalsocialista di Baviera con presidente Erich Ludendorff uno degli eroi della Grande Guerra. Il Kaiser manda una divisione guidata dal vecchio generale Hindemburg per ristabilire l’ordine e porre fine alla “ridicola rivolta”. La campagna di Baviera si rivela un completo fallimento per le forze prussiane che devono far fronte a diserzioni di massa dei militari bavaresi che aderiscono con entusiasmo alla nuova Repubblica. A causa poi dell’ammassamento da parte della Repubblica Comunarda di Parigi delle truppe ancora mobilitate dopo la fine della Grande Guerra verso i territori francesi occupati, il Kaiser ordina il ritiro delle truppe dalla Baviera, sancendo di fatto, ma non di diritto, la nascita dello stato nazista che comincia ad organizzare il proprio esercito basato sulle SA, mentre le SS di Himmler si occupano della gestione delle informazioni e dello spionaggio.

1924 – Offensiva di Natale – la notte di Natale, le truppe dell’Impero Prussiano, guidate personalmente dal Kaiser Guglielmo II invadono la Baviera incontrando sulla propria strada pochissima resistenza. Le SA, prese alla sprovvista vengono sconfitte senza scampo durante la difesa di Monaco e a Röhm non rimane altro che fuggire con pochi fedelissimi, protetto dalle SS di Himmler per poi rifugiarsi in Austria, protetti dall’Impero Asburgico che cerca di vendicarsi del torto subito pochi anni prima. La città di Monaco viene messa a ferro e fuoco, le truppe imperiali impongono la legge marziale e arrestano il presidente Ludendorff. Il generale Hindemburg dichiara la fine della Repubblica Nazionalsocialista di Baviera e il ripristino dell’ordine imperiale.

1925 – Guerra dei Balcani – L’Impero Ottomano invade in una operazione militare di grandissimo impatto il Regno di Serbia dilagando senza fatica nella Valacchia, nella Romania per poi con un assedio lampo entrare a Belgrado. L’impero d’Austria-Ungheria tentenna nell’ingresso in guerra permettendo così agli Ottomano di invadere anche l’Ungheria e di dilagare fino a cingere d’assedio Praga minacciando così anche Vienna.

1926 – Dopo quasi un anno di assedio, l’esercito Ottomano viene sconfitto dalle SS di Himmler riapparse dopo più di un anno di clandestinità. Perfettamente addestrate e armate con gli ultimi ritrovati tecnologici rompono l’assedio Ottomano costringendo così il Sultano a richiamare le proprie truppe. La Pace di Budapest sancisce il definitivo smembramento del Regno di Serbia con la cessione della Serbia e di parte della Romania agli Asburgo mentre la Valacchia viene ceduta agli Ottomani. Inoltre l’Imperatore Carlo II dichiara la Cecoslovacchia come territorio autonomo e nomina Himmler governatore di tale territorio, cedendolo di fatto nelle mani dei nazisti.

1927 – 12 Maggio - Con un’azione spericolata e quasi da manuale, Röhm e le SA, entrano a Monaco di Baviera con un raid aereo liberando così l’ex presidente Ludendorff dalla sua prigionia per portarlo in trionfo a Praga. Durante la mattina del 13 Maggio, Ludendorff viene proclamato Presidente della nuova Repubblica Nazionalsocialista dei Tedeschi. Röhm diviene suo Primo Ministro e Ministro della Guerra, carica prima proposta a Himmler che rifiuta per isolarsi con le proprie SS nel castello di Karlstejn dove comincia ad occuparsi alle ricerche scientifiche/tecnologiche e sull’occulto.

1928 – Con uno sbarco notturno nella città di Tripoli, le truppe del Sultanato di Gerusalemme invadono i territori africani del Regno delle Due Sicilie. La risposta dei borboni non si fa attendere e con particolare ferocia catturano i membri del commando e preparano un processo pubblico a Tripoli. Il giorno del processo la città viene invasa da una moltitudine di fedeli musulmani che reclamano la libertà per i loro martiri. Dopo alcuni giorni di combattimenti senza quartiere tra le vie della città libica, il Governatore d’Africa, Italo Balbo, viene trovato ucciso nella sua residenza. Quest’atto segna l’inizio ufficiale della “Rivoluzione Musulmana” che porterà in pochi anni (1932) al ritiro completo delle truppe borboniche dalla Libia e dalla Tunisia e la creazione del Sultanato di Tripoli che si estenderà dai confini con il Regno d’Egitto sino al Marocco.

1930 – La Repubblica Comunarda di Parigi chiama alla rivolta tutti i lavoratori dei territori occupati dall’Impero Prussiano e lancia una grande operazione militare per invadere il Belgio. Contemporaneamente l’Unione Sovietica invade il Regno di Lituania e la Danimarca. Scoppia così la cosiddetta “Guerra Socialista” che vede inizialmente contrapposte le due Repubbliche socialiste con l’Impero Prussiano e i suoi protettorati. I primi mesi di guerra vedono l’Impero Prussiano resistere fermamente e strappare alcune vittorie che gli permettono di stabilire il fronte francese sui confini della Pace di Avignone mentre sul fronte orientale gli permettono di giungere sino a Minsk.

1931 – La Repubblica Nazionalsocialista dei Tedeschi dichiara la propria neutralità nella Guerra Socialista, stringendo un patto di non aggressione con l’URSS dietro compenso di poter sedere al tavolo degli eventuali vincitori nella spartizione del Regno di Lituania. Il Regno del Piemonte, sotto la guida di Vittorio Emanuele IV, dichiara guerra all’Austria-Ungheria e invade il Veneto. Contemporaneamente l’Impero Ottomano varca i confini della Valacchia e invade la Romania e dopo una serie di vittorie iniziali giunge al confine dell’Ungheria.

1932 - Muore per malattia il Kaiser Guglielmo II e gli succede il figlio con il nome di Guglielmo III. Approfittando di questo vuoto di potere temporaneo, la Repubblica Nazionalsocialista dei Tedeschi invade la Baviera e il sud dell’Impero. Grazie a questo attacco inaspettato le SA macinano chilometri e arrivano a varcare i cancelli di Norimberga, Ingolstad e Monaco che li accolgono festanti come se fossero dei liberatori. In un grande rogo la notte stessa la popolazione bruciò tutte le effigi e gli stemmi riconducibili alla famiglia degli Hohenzollern. Turbato da questo sentimento antiprussiano e impaurito per il terzo fronte apertosi improvvisamente, l’imperatore Guglielmo III concede una pace alla Repubblica Nazionalsocialista dei Tedeschi (Pace di Norimberga) che assieme al riconoscimento ufficiale del nuovo stato, concede tutta la Baviera e la città di Norimberga ai Nazisti. Sul fronte sovietico, la guerra rimane totalmente in stallo, con le truppe svedesi e norvegesi che sbarcano in Lituania mentre quelle russe riconquistano Minsk per poi fermare la propria avanzata. L’Impero Ottomano subisce una grandissima sconfitta per mano delle truppe Asburgiche a Debrecen ed è costretto a ripiegare dall’Ungheria verso la Serbia mettendola a ferro e fuoco. In Italia invece dopo l’iniziale susseguirsi di successi per opera delle truppe dei Savoia che occupano in breve il Veneto e il Trentino, due sconfitte, a Trieste e a Gorizia fermano l’impeto del Regno del Piemonte, attestandosi ad una guerra di trincea lungo il corso del Tagliamento.

1933 – Röhm in qualità di Ministro della Guerra cerca di premere presso il Presidente Ludendorff per l’invasione dell’Austria ed ampliare così i confini della Repubblica. Il Presidente, dietro pesante pressione di Himmler rinnova la più completa neutralità e amicizia verso l’Impero Austro-Ungarico.

1934 – Dopo quattro anni di guerra, con le popolazioni stremate e grazie alla mediazione del Presidente della Repubblica Romana Giacomo Matteotti, si apre il Congresso di Ferrara che sancisce i seguenti accordi:

• La Repubblica Comunarda di Parigi restituirà all’Impero Prussiano tutti i territori occupati sono a Dijon ottenendo Reims, Amiens e Calais. Il Belgio rimane protettorato dell’Impero prussiano;
• L’Impero Asburgico cede il Veneto al Regno di Piemonte che rinuncia alle pretese sul Trentino e sul Friuli. Contemporaneamente riconosce la sovranità Ottomana sulla Romania e sull’Albania, inglobando però nei propri territori la Serbia;
• L’Unione Sovietica ottiene i territori della Bielorussia spartiti con la Repubblica Nazionalsocialista dei Tedeschi ma rinuncia ai territori del baltico che costituiscono un nuovo Regno Baltico di Lituania.

1935 – Rivolta dei Fasci in Italia. Un guerrafondaio, volontario dell’esercito Piemontese sebbene originario della Repubblica Romana, seguendo il modello di Röhm e delle SA, fonda le Camicie Nere e il Partito dei Fasci Combattenti. Il suo nome è Benito Mussolini che ne diviene il leader. In breve tempo, ritirandosi alla macchia dopo il mandato di cattura per lui e gli altri notabili fascisti per opera del Ministro di Giustizia della Repubblica Romana Pietro Nenni comincia a divenire il terrore della zona a cavallo degli appennini tosco-emiliani. Foraggiato in segreto con le armi delle SA e della Repubblica Nazionalsocialista dei Tedeschi, in pochi mesi riesce a mettere sotto scacco l’esercito repubblicano costringendolo ad una serie di sconfitte in piccole scaramucce. Tali sconfitte premono sull’opinione pubblica obbligando così il governo repubblicano a cercare un’intesa con Mussolini e i fascisti. Le richiesta fasciste sulla guida del governo vengono bocciate e lo scontro ricomincia a livelli altissimi portando nel giugno del 1935 al clamoroso assassinio del Presidente Giacomo Matteotti per opera di alcuni squadristi fascisti. Nuovo presidente viene eletto Antonio Gramsci che chiama alla mobilitazione la popolazione della Repubblica contro il pericolo fascista, dando il via ad una vera e propria guerra intestina.

1936 – La Repubblica Comunarda di Francia manda un contingente che sbarca a Livorno liberando la città dall’occupazione fascista, mentre il Regno delle Due Sicilie occupa Campobasso e Isernia giungendo sino alle porta di Frosinone. Aspre critiche al governo di Gramsci provengono dall’ala mazziniana e repubblicana del parlamento che accusano il presidente di un eccessivo spostamento dell’asse repubblicano verso il socialismo sovietico e comunardo. Gramsci forte del consenso internazionale della Francia e dell’Unione Sovietica prosegue per la propria strada, costituendo per decreto le milizie operaie della repubblica. Le altre potenze rimangono a guardare mentre i fascisti arretrano incalzati dalle truppe francesi e da quelle miliziane fino ad attestarsi nella zona della Romagna che diviene il loro covo quasi inespugnabile. Si consuma lo strappo al governo tra Gramsci e il suo vicepresidente Nenni. Il secondo vorrebbe stilare una tregua con i fascisti per controbattere l’invasione borbonica, mentre il primo invece decide di continuare ad oltranza la guerra su tutti i fronti. Nenni, a seguito di ciò si dimette da Vicepresidente e torna alla politica attiva nel partito socialista-mazziniano.

1937 – Una brigata dell’Unione Sovietica giunge in Italia tramite la Francia comunarda e dopo essere sbarcata ad Ostia si dirige verso sud. Fanno la loro apparizione alcuni mastodontici carri T35 che contribuiscono alla riconquista di Frosinone. La situazione si attesta come segue:

• Romagna occupata dai fascisti
• Isernia e Campobasso in mano ai borboni
• Frosinone occupata dai sovietici
• Livorno e parte della Toscana occupata dai comunardi

Il 28 aprile muore il Presidente Ludendorff e Röhm viene eletto nuovo presidente della Repubblica Nazionalsocialista dei Tedeschi. Himmler sembra sparito con le SS nelle sue ricerche lasciando così campo libero al comandante delle SA.

La notte tra il 30 giugno e il 01 luglio, tutte le SA vengono uccise misteriosamente. Alcune di loro verranno trovate completamente dissanguate, altre smembrate come sotto l’attacco di enormi animali feroci ed altre sembreranno invecchiate precocemente di 100 anni in una notte sola. Il Presidente Röhm sparisce. Senza più una guida ufficiale ed in preda al panico, la popolazione della Repubblica accoglie il ritorno di Himmler come una vera e propria liberazione. Senza assumere alcuna carica, nell’ormai famoso discorso di Monaco, il comandante delle SS dichiara che l’esistenza stessa della Repubblica Nazionalsocialista è messa in pericolo da un gruppo di pericolosi occultisti e sovversivi dal nome di “cabalisti” che trovano rifugio nel ghetto di Praga. Asserisce inoltre che la loro conoscenza proibita è un pericolo per la popolazione della Repubblica e del mondo intero. Le SS invadono il ghetto cominciando una retata porta a porta. Nulla sembra potersi opporre alla fanatica meticolosità degli uomini di Himmler né alle loro armi tecnologicamente avanzate fino a quando a Luglio dai sotterranei delle sinagoghe del ghetto fanno la loro apparizione centinaia di Golem richiamati alla vita per salvare il ghetto. I golem sembrano inarrestabili e in pochi giorni liberano il ghetto dalla presenza delle SS e lo presidiano. Per giorni i tentativi di Himmler di sconfiggere i golem cadono nel vuoto, fino a quando decide di lanciare all’attacco tutto il suo arsenale occulto. Branchi di licantropi si gettano addosso ai costrutti senza timore, smembrandoli pezzo dopo pezzo, mentre una squadra di SS vampire riesce ad infiltrarsi come nebbia e giungere così alla sede dei cabalisti che vengono totalmente uccisi. Forte di questa vittoria, Himmler fa sfilare a Praga le sue SS e per acclamazione ottiene il titolo di Fuhrer della Repubblica.

1937 – 1938 – Offensiva d’Inverno – con l’inverno rigido e segnato da abbondanti nevicate, l’offensiva della Repubblica Romana contro i fascisti in Romagna ottiene importantissimi successi. Sfibrati dalla mancanza di provviste e dall’isolamento, le truppe di Mussolini si ritirano verso la costa attraverso aspri combattimenti, riuscendo ad imbarcarsi su di una flottiglia di pescherecci e fuggire nell’Adriatico verso nord, sbarcando poi a Venezia dove chiedono ed ottengono l’asilo politico da parte del Regno del Piemonte. Forte di questo successo, il Presidente Gramsci dirige ora le proprie forze contro il Regno delle Due Sicilie e affiancando l’esercito comunardo e sovietico riesce nella riconquista dei territori di Isernia e Campobasso. La Pace di Marzo sancisce la fine delle ostilità e il ritorno alla Pace. Il Regno delle Due Sicilie, come pegno per la pace si offre di ripagare la ricostruzione dei territori invasi così che i confini rimangano fissi a quelli prima del conflitto. Le truppe comunarde si ritirano in patria liberando così Livorno e la Toscana, mentre le truppe sovietiche sfilano vittoriose a Roma sotto lo sguardo di Gramsci.

1938 – La situazione nella Repubblica Romana è ben lungi dall’essere pacificata. Le truppe sovietiche sono ancora di stanza a Frosinone ed anche alle porte di Roma, il Presidente Gramsci mantiene comunque l’indipendenza della nazione sebbene l’ala bolscevica del suo partito, guidata da Palmiro Togliatti, preme per la proclamazione della Repubblica Sovietica di Roma. In Parlamento i socialisti-mazziniani guidati dal sempre più battaglieri Nenni continuano a condannare pubblicamente il tradimento degli ideali fondanti della Repubblica da parte dei bolscevichi. In questo clima si avvicinano le elezioni di Giugno che tra scontri furibondi arrivano a decretare l’impensabile. I socialisti-mazziniani ottengono la maggioranza assoluta dei deputati, mentre i bolscevichi vedono riconfermato il Presidente Gramsci che nel suo discorso di insediamento richiama all’unità della Repubblica e richiama Nenni nella squadra di governo come proprio vicepresidente. Togliatti a seguito di questa mossa, dopo aver preso il sopravvento nel partito bolscevico, espelle Gramsci e ritirandosi da Roma si rifugia a Frosinone, protetto dalle truppe Sovietiche, sancendo così l’inizio di una seconda guerra civile. Le truppe repubblicane marciano così sui territori occupati dai sovietici che senza opporre resistenza si ritirano dal territorio italiano per tornare in patria a seguito di avvistamenti di truppe Zariste avvicinarsi agli Urali e soprattutto per il proclama della Repubblica Comunarda di Parigi che riconosce come fratello il governo di Gramsci e Nenni. Togliatti e i bolscevichi italiani seguono i sovietici e abbandonano la Repubblica non prima di aver fondato la Brigata Bolscevica Italiana, gruppo di combattenti ispirati agli ideali del socialismo sovietico. La guerra civile finisce così senza nemmeno un colpo sparato.

Il Re di Piemonte Vittorio Emanuele III abdica a causa di una malattia che lo debilita totalmente cedendo lo scettro al figlio Umberto II che diviene nuovo re. Alla cerimonia di incoronazione, che si svolge a Torino, partecipa anche Benito Mussolini con le sue camicie nere che per volere del nuovo sovrano occupano il posto del picchetto d’onore. Sin dal discorso di insediamento si denota una svolta autoritaria del Regno di Piemonte che sancisce l’effettiva superiorità della casata di Savoia sui territori di tutta la penisola italica. Aspre le reazioni del Regno delle Due Sicilie e della Repubblica Romana che stigmatizzano le parole di Umberto II e le bollano come ridicole provocazioni, sebbene la flotta borbonica dell’adriatico si porti in mare aperto e stazioni dinanzi alle coste dalmata e la flotta borbonica di Napoli si porti a ridosso della Sardegna. Anche le truppe Repubblicane si concentrano lungo il Po rendendolo un vero e proprio confine armato e fortificato.




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Re:
CesareBorgia, 21/03/2013 15:24:

Ciao a tutti,
ecco una parte della storia ucronica europea, dal 1917 al 1938. C'è ancora molto da decidere e devo riuscire a preparare una cartina per farvi visualizzare il tutto.

In grassetto vedete dove si deve ancora lavorare.

Attendo vostri commenti

VSV

Pierpaolo


Cronologia Ucronica

[Inserire prima parte guerra – allargare seconda parte oltre la Germania]

1916 – Dal deserto dell’Arabia, giunge un misterioso individuo, chiamato dai suoi seguaci “Il Figlio del Profeta” che inneggia ad una unione di tutti i musulmani d’Arabia. In poco tempo riesce a radunare un vero e proprio esercito di fedeli che dilagano per i territori dell’Impero Ottomano occupando in breve tempo le città sante di La Mecca e Medina per poi marciare su Gerusalemme. Impegnato nella Grande Guerra, il Sultano Mehmet V, mandò contro i ribelli un esercito di mercenari giungendo ad assediare la città di Damasco. La conquista e la sconfitta dei ribelli provocò una vera e propria carneficina da parte dei mercenari. Il “Figlio del Profeta” condannò dinanzi ad Allah tale gesto e la popolazione musulmana di tutto l’Impero non potè far altro che sollevarsi nel nome del Profeta. Anche Istanbul subì alcuni episodi di rivolta, subito repressi nel sangue dai Giannizzeri del Sultano. In stallo sul fronte Austriaco dei Balcani e sicuro della propria forza, Mehmet V si mise alla testa delle proprie truppe e marciò verso La Mecca per liberarla e riconquistare i luoghi santi dell’Impero. Durante l’assedio durato ben due mesi, molteplici atrocità vennero compiute da ambo le parti finchè una mattina il padiglione del Sultano venne trovato completamente divelto, i Giannizzeri sgozzati e il corpo di Mehmet V decapitato. Ciò fece piombare l’esercito Ottomano nel caos, obbligandolo ad una precipitosa e rovinosa fuga attraverso il deserto. Nessuno sopravvivrà. Nel contempo nei Balcani l’Impero Austro-Ungarico, lanciò la propria offensiva contro i domini Ottomani, dilagando in Serbia, Romania e Bulgaria, sino a giungere alle porte della Macedonia e della Grecia. Il nuovo Sultano Mehmet VI offrì la pace ai ribelli riconoscendo loro la sovranità sul Libano, sulla Palestina e sull’Arabia. “Il Figlio del Profeta” accettò la pace creando così un nuovo stato Musulmano, il Sultanato di Gerusalemme, prendendo il nome di Saladino. Pacificati i confini meridionali, Mehmet VI potè dedicarsi alla guerra con l’Austria cercando di contrattaccare con tutte le forze a disposizione.

1917 – La Grande Guerra continua senza tregua, con diversi risultati su ciascun fronte:

• AMERICA: da stabilire dopo aver deciso assetto continente.
• AFRICA: Le truppe borboniche vengono sconfitte nella battaglia di Gaza, quando un contingente del Regno delle due Sicilie viene annientato dall’attacco improvviso delle truppe del Faraone Imhotep II [stabilire quando nascita del nuovo Egitto dei Faraoni]. Le cronache dei pochi superstiti parlano dell’assalto di uomini mezzi animali giunti dalle sabbie e dell’improvviso animarsi della Sfinge. Nessuna prova esiste a conferma di questo evento. A seguito di questa sconfitta, i Borboni ritirano le truppe in Libia, Tunisia e Algeria, mantenendo così i propri domini pre-guerra.
• ASIA/OCEANIA: da stabilire con Giovanni. Considerare Commonwealth neutrale e invasione Russa della Mongolia e della Cina. Giappone?
• EUROPA: L’Impero Prussiano dilaga in Olanda e Belgio oltre che in Francia, sebbene la resistenza della Repubblica Comunarda di Parigi sia forte e impedisca di avanzare oltre Calais, Dijon, Reims e Amiens sebbene le truppe prussiane abbiano ormai occupato tutta la Normandia e premano sulla Bretagna. Una serie di trincee rende la guerra un vero e proprio stallo. L’Inghilterra è preda al riassetto dopo la creazione del Nuovo Commonwealth sotto la guida dei Deva [lavoro con Giovanni] e mantiene fieramente la propria neutralità. L’Austria-Ungheria si ritira dalla Bulgaria sotto la spinta delle riconquista Ottomana e comincia una lunga marcia verso la Serbia attraverso i territori della Valacchia e della Romania. L’esercito Ottomano li insegue riconquistando così i territori che aveva perso solo l’anno prima. Sul fronte orientale l’Impero Russo termina l’invasione della Svezia e della Norvegia pacificando in tal modo i suoi confini Europei per dedicarsi totalmente al fronte orientale con l’invasione della Mongolia e della Cina, rallentata per la resistenza dei signori della guerra locali.

o 25 ottobre (07 Novembre) –Lenin e Trockij alla guida dei Bolscevichi obbligano lo Zar Nicola II a fuggire da San Pietroburgo verso Mosca per barricarsi all’interno del Cremlino. Comincia così una vera e propria guerra civile che contrappone l’Armata Rossa Bolscevica all’Armata Bianca Zarista. Nulla sembra poter fermare l’avanzata dei comunisti che in breve invadono Mosca, aiutati dall’arrivo di contingenti dalla Svezia e dalla Norvegia costituiti da coloro che si opponevano all’invasione Russa. L’assedio del Cremlino dura quasi un mese e quando si pensava che lo Zar dovesse arrendersi l’arrivo delle possenti Navi da Terra sviluppate nei laboratori di Tunguska in Siberia permettono agli imperiali di liberare il loro sovrano e la sua famiglia e di fuggire oltre gli Urali. La guerra civile continuò per quasi due anni.

1918 – Pace di Avignone – lo Stato della Chiesa, con sede ad Avignone, decide di ospitare le trattative per la fine della Grande Guerra. Dopo mesi di incontri estenuanti si arriva il giorno di Natale del 1918 alla cosiddetta Pace di Avignone benedetta dal Pontefice Benedetto XV. Presenti per gli stati coinvolti:

• Il Cancelliere Theobald von Bethmann-Hollweg per conto del Kaiser Guglielmo II dell’Impero di Prussia
• Il Cancelliere Ernst Seidler von Feuchtenegg per conto dell’Imperatore Carlo I dell’Impero di Austria e Ungheria
• Il Plenipotenziario Mustafa Kemal Atatürk per conto del Sultano Mehmet VI dell’Impero Ottomano
• Il Primo ministro Camille Chautemps per conto della Repubblica Comunarda di Parigi
• Il Cardinale Segretario di Stato Ambrogio Damiano Achille Ratti per conto del Pontefice Benedetto XV

La Pace di Avignone sistema ancora una volta la situazione Europea consolidando i confini delle varie nazioni partecipanti al congresso di pace. Ciò prevede le seguenti cessioni:

• L’Impero Prussiano ottiene il dominio dell’Olanda e del Belgio nonché dei territori di Calais, Amiens, Dijon e Reims rinunciando però alla Normandia occupata a favore della Repubblica Comunarda che abbandona per protesta il congresso dichiarandolo nullo. Nulla farà contro la cessione dei territori alla Prussia;
• L’Impero Austro- Ungarico ottiene la creazione del Regno di Serbia (Serbia, Romania e Valacchia) come stato cuscinetto tra i propri domini e i domini dell’Impero Ottomano che ottiene la Bulgaria e i territori costieri della Romania.

L’Impero Prussiano, di accordo con l’Impero Austro-Ungarico e l’Impero Ottomano decidono l’invio di truppe per l’invasione dei territori bielorussi per liberarli dal gioco bolscevico e restaurare così lo Zar. Di contro la Repubblica Comunarda, fondando l’Internazionale di Parigi, concede pieno sostegno alle truppe sovietiche, subito appoggiata dalla Repubblica Romana. Si assiste così all’invio di brigate internazionali socialiste contrapposte alle truppe imperiali.

1918 – 1920 – Guerra di Russia – Due anni di scontri durissimi che vedono la partecipazione popolare dei socialisti di tutto il mondo e delle armate conservatrici degli imperi in campo, portano infine alla Pace di Minsk che vede un nuovo status-quo nei territori dell’ormai Ex Impero Russo:

• La Svezia, la Norvegia e la Finlandia divengono parte integrante dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche assieme al territorio russo fino agli Urali;
• La Lituania diviene un Regno formalmente indipendente sebbene vassallo della Prussia e comprendente i territori di Lituania, Lettonia, Estonia e Bielorussia;
• La Polonia diviene totalmente parte integrante dell’Impero Prussiano;
• Parte dell’Ucraina viene ceduta ai Sovietici sebbene fosse rivendicata dall’Impero Aburgico. Fu il Kaiser Guglielmo II di Prussia a sottoscrivere questo accordo, rompendo di fatto la secolare alleanza con gli Asburgo. Nel mentre l’Impero Ottomano ottiene la Crimea;
• Lo Zar Nicola II ottiene il titolo di Zar dell’Impero Artico Zarista che si estende dagli Urali sino all’Alaska e comprende anche la Mongolia; la capitale di tale immenso Impero viene stabilita sulla Borodino II, possente Nave da Terra.

1923 – Putsch di Monaco – L’ex caporale Adolf Hitler, giunto alla guida del Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori Tedeschi, appoggiato da due organizzazioni paramilitari, le SA di Ernst Röhm e le SS di Heinrich Himmler tenta un colpo di Stato nella provincia di Baviera dell’Impero Prussiano, esaltando l’indipendenza dei bavaresi contro la tirannia prussiana. Facendo leva sul malcontento della popolazione per l’oppressione dei prussiani riesce a finire a capo di una vera e propria rivolta contraria al governo del Kaiser Guglielmo II. I primi scontri contro le guarnigioni imperiali sono vittoriosi sebbene Adolf Hitler venga ferito a morte, spegnendosi dopo pochi giorni di agonia. Utilizzando l’esempio del martirio del leader nazista, Himmler e Röhm proclamano a Monaco la Repubblica Nazionalsocialista di Baviera con presidente Erich Ludendorff uno degli eroi della Grande Guerra. Il Kaiser manda una divisione guidata dal vecchio generale Hindemburg per ristabilire l’ordine e porre fine alla “ridicola rivolta”. La campagna di Baviera si rivela un completo fallimento per le forze prussiane che devono far fronte a diserzioni di massa dei militari bavaresi che aderiscono con entusiasmo alla nuova Repubblica. A causa poi dell’ammassamento da parte della Repubblica Comunarda di Parigi delle truppe ancora mobilitate dopo la fine della Grande Guerra verso i territori francesi occupati, il Kaiser ordina il ritiro delle truppe dalla Baviera, sancendo di fatto, ma non di diritto, la nascita dello stato nazista che comincia ad organizzare il proprio esercito basato sulle SA, mentre le SS di Himmler si occupano della gestione delle informazioni e dello spionaggio.

1924 – Offensiva di Natale – la notte di Natale, le truppe dell’Impero Prussiano, guidate personalmente dal Kaiser Guglielmo II invadono la Baviera incontrando sulla propria strada pochissima resistenza. Le SA, prese alla sprovvista vengono sconfitte senza scampo durante la difesa di Monaco e a Röhm non rimane altro che fuggire con pochi fedelissimi, protetto dalle SS di Himmler per poi rifugiarsi in Austria, protetti dall’Impero Asburgico che cerca di vendicarsi del torto subito pochi anni prima. La città di Monaco viene messa a ferro e fuoco, le truppe imperiali impongono la legge marziale e arrestano il presidente Ludendorff. Il generale Hindemburg dichiara la fine della Repubblica Nazionalsocialista di Baviera e il ripristino dell’ordine imperiale.

1925 – Guerra dei Balcani – L’Impero Ottomano invade in una operazione militare di grandissimo impatto il Regno di Serbia dilagando senza fatica nella Valacchia, nella Romania per poi con un assedio lampo entrare a Belgrado. L’impero d’Austria-Ungheria tentenna nell’ingresso in guerra permettendo così agli Ottomano di invadere anche l’Ungheria e di dilagare fino a cingere d’assedio Praga minacciando così anche Vienna.

1926 – Dopo quasi un anno di assedio, l’esercito Ottomano viene sconfitto dalle SS di Himmler riapparse dopo più di un anno di clandestinità. Perfettamente addestrate e armate con gli ultimi ritrovati tecnologici rompono l’assedio Ottomano costringendo così il Sultano a richiamare le proprie truppe. La Pace di Budapest sancisce il definitivo smembramento del Regno di Serbia con la cessione della Serbia e di parte della Romania agli Asburgo mentre la Valacchia viene ceduta agli Ottomani. Inoltre l’Imperatore Carlo II dichiara la Cecoslovacchia come territorio autonomo e nomina Himmler governatore di tale territorio, cedendolo di fatto nelle mani dei nazisti.

1927 – 12 Maggio - Con un’azione spericolata e quasi da manuale, Röhm e le SA, entrano a Monaco di Baviera con un raid aereo liberando così l’ex presidente Ludendorff dalla sua prigionia per portarlo in trionfo a Praga. Durante la mattina del 13 Maggio, Ludendorff viene proclamato Presidente della nuova Repubblica Nazionalsocialista dei Tedeschi. Röhm diviene suo Primo Ministro e Ministro della Guerra, carica prima proposta a Himmler che rifiuta per isolarsi con le proprie SS nel castello di Karlstejn dove comincia ad occuparsi alle ricerche scientifiche/tecnologiche e sull’occulto.

1928 – Con uno sbarco notturno nella città di Tripoli, le truppe del Sultanato di Gerusalemme invadono i territori africani del Regno delle Due Sicilie. La risposta dei borboni non si fa attendere e con particolare ferocia catturano i membri del commando e preparano un processo pubblico a Tripoli. Il giorno del processo la città viene invasa da una moltitudine di fedeli musulmani che reclamano la libertà per i loro martiri. Dopo alcuni giorni di combattimenti senza quartiere tra le vie della città libica, il Governatore d’Africa, Italo Balbo, viene trovato ucciso nella sua residenza. Quest’atto segna l’inizio ufficiale della “Rivoluzione Musulmana” che porterà in pochi anni (1932) al ritiro completo delle truppe borboniche dalla Libia e dalla Tunisia e la creazione del Sultanato di Tripoli che si estenderà dai confini con il Regno d’Egitto sino al Marocco.

1930 – La Repubblica Comunarda di Parigi chiama alla rivolta tutti i lavoratori dei territori occupati dall’Impero Prussiano e lancia una grande operazione militare per invadere il Belgio. Contemporaneamente l’Unione Sovietica invade il Regno di Lituania e la Danimarca. Scoppia così la cosiddetta “Guerra Socialista” che vede inizialmente contrapposte le due Repubbliche socialiste con l’Impero Prussiano e i suoi protettorati. I primi mesi di guerra vedono l’Impero Prussiano resistere fermamente e strappare alcune vittorie che gli permettono di stabilire il fronte francese sui confini della Pace di Avignone mentre sul fronte orientale gli permettono di giungere sino a Minsk.

1931 – La Repubblica Nazionalsocialista dei Tedeschi dichiara la propria neutralità nella Guerra Socialista, stringendo un patto di non aggressione con l’URSS dietro compenso di poter sedere al tavolo degli eventuali vincitori nella spartizione del Regno di Lituania. Il Regno del Piemonte, sotto la guida di Vittorio Emanuele IV, dichiara guerra all’Austria-Ungheria e invade il Veneto. Contemporaneamente l’Impero Ottomano varca i confini della Valacchia e invade la Romania e dopo una serie di vittorie iniziali giunge al confine dell’Ungheria.

1932 - Muore per malattia il Kaiser Guglielmo II e gli succede il figlio con il nome di Guglielmo III. Approfittando di questo vuoto di potere temporaneo, la Repubblica Nazionalsocialista dei Tedeschi invade la Baviera e il sud dell’Impero. Grazie a questo attacco inaspettato le SA macinano chilometri e arrivano a varcare i cancelli di Norimberga, Ingolstad e Monaco che li accolgono festanti come se fossero dei liberatori. In un grande rogo la notte stessa la popolazione bruciò tutte le effigi e gli stemmi riconducibili alla famiglia degli Hohenzollern. Turbato da questo sentimento antiprussiano e impaurito per il terzo fronte apertosi improvvisamente, l’imperatore Guglielmo III concede una pace alla Repubblica Nazionalsocialista dei Tedeschi (Pace di Norimberga) che assieme al riconoscimento ufficiale del nuovo stato, concede tutta la Baviera e la città di Norimberga ai Nazisti. Sul fronte sovietico, la guerra rimane totalmente in stallo, con le truppe svedesi e norvegesi che sbarcano in Lituania mentre quelle russe riconquistano Minsk per poi fermare la propria avanzata. L’Impero Ottomano subisce una grandissima sconfitta per mano delle truppe Asburgiche a Debrecen ed è costretto a ripiegare dall’Ungheria verso la Serbia mettendola a ferro e fuoco. In Italia invece dopo l’iniziale susseguirsi di successi per opera delle truppe dei Savoia che occupano in breve il Veneto e il Trentino, due sconfitte, a Trieste e a Gorizia fermano l’impeto del Regno del Piemonte, attestandosi ad una guerra di trincea lungo il corso del Tagliamento.

1933 – Röhm in qualità di Ministro della Guerra cerca di premere presso il Presidente Ludendorff per l’invasione dell’Austria ed ampliare così i confini della Repubblica. Il Presidente, dietro pesante pressione di Himmler rinnova la più completa neutralità e amicizia verso l’Impero Austro-Ungarico.

1934 – Dopo quattro anni di guerra, con le popolazioni stremate e grazie alla mediazione del Presidente della Repubblica Romana Giacomo Matteotti, si apre il Congresso di Ferrara che sancisce i seguenti accordi:

• La Repubblica Comunarda di Parigi restituirà all’Impero Prussiano tutti i territori occupati sono a Dijon ottenendo Reims, Amiens e Calais. Il Belgio rimane protettorato dell’Impero prussiano;
• L’Impero Asburgico cede il Veneto al Regno di Piemonte che rinuncia alle pretese sul Trentino e sul Friuli. Contemporaneamente riconosce la sovranità Ottomana sulla Romania e sull’Albania, inglobando però nei propri territori la Serbia;
• L’Unione Sovietica ottiene i territori della Bielorussia spartiti con la Repubblica Nazionalsocialista dei Tedeschi ma rinuncia ai territori del baltico che costituiscono un nuovo Regno Baltico di Lituania.

1935 – Rivolta dei Fasci in Italia. Un guerrafondaio, volontario dell’esercito Piemontese sebbene originario della Repubblica Romana, seguendo il modello di Röhm e delle SA, fonda le Camicie Nere e il Partito dei Fasci Combattenti. Il suo nome è Benito Mussolini che ne diviene il leader. In breve tempo, ritirandosi alla macchia dopo il mandato di cattura per lui e gli altri notabili fascisti per opera del Ministro di Giustizia della Repubblica Romana Pietro Nenni comincia a divenire il terrore della zona a cavallo degli appennini tosco-emiliani. Foraggiato in segreto con le armi delle SA e della Repubblica Nazionalsocialista dei Tedeschi, in pochi mesi riesce a mettere sotto scacco l’esercito repubblicano costringendolo ad una serie di sconfitte in piccole scaramucce. Tali sconfitte premono sull’opinione pubblica obbligando così il governo repubblicano a cercare un’intesa con Mussolini e i fascisti. Le richiesta fasciste sulla guida del governo vengono bocciate e lo scontro ricomincia a livelli altissimi portando nel giugno del 1935 al clamoroso assassinio del Presidente Giacomo Matteotti per opera di alcuni squadristi fascisti. Nuovo presidente viene eletto Antonio Gramsci che chiama alla mobilitazione la popolazione della Repubblica contro il pericolo fascista, dando il via ad una vera e propria guerra intestina.

1936 – La Repubblica Comunarda di Francia manda un contingente che sbarca a Livorno liberando la città dall’occupazione fascista, mentre il Regno delle Due Sicilie occupa Campobasso e Isernia giungendo sino alle porta di Frosinone. Aspre critiche al governo di Gramsci provengono dall’ala mazziniana e repubblicana del parlamento che accusano il presidente di un eccessivo spostamento dell’asse repubblicano verso il socialismo sovietico e comunardo. Gramsci forte del consenso internazionale della Francia e dell’Unione Sovietica prosegue per la propria strada, costituendo per decreto le milizie operaie della repubblica. Le altre potenze rimangono a guardare mentre i fascisti arretrano incalzati dalle truppe francesi e da quelle miliziane fino ad attestarsi nella zona della Romagna che diviene il loro covo quasi inespugnabile. Si consuma lo strappo al governo tra Gramsci e il suo vicepresidente Nenni. Il secondo vorrebbe stilare una tregua con i fascisti per controbattere l’invasione borbonica, mentre il primo invece decide di continuare ad oltranza la guerra su tutti i fronti. Nenni, a seguito di ciò si dimette da Vicepresidente e torna alla politica attiva nel partito socialista-mazziniano.

1937 – Una brigata dell’Unione Sovietica giunge in Italia tramite la Francia comunarda e dopo essere sbarcata ad Ostia si dirige verso sud. Fanno la loro apparizione alcuni mastodontici carri T35 che contribuiscono alla riconquista di Frosinone. La situazione si attesta come segue:

• Romagna occupata dai fascisti
• Isernia e Campobasso in mano ai borboni
• Frosinone occupata dai sovietici
• Livorno e parte della Toscana occupata dai comunardi

Il 28 aprile muore il Presidente Ludendorff e Röhm viene eletto nuovo presidente della Repubblica Nazionalsocialista dei Tedeschi. Himmler sembra sparito con le SS nelle sue ricerche lasciando così campo libero al comandante delle SA.

La notte tra il 30 giugno e il 01 luglio, tutte le SA vengono uccise misteriosamente. Alcune di loro verranno trovate completamente dissanguate, altre smembrate come sotto l’attacco di enormi animali feroci ed altre sembreranno invecchiate precocemente di 100 anni in una notte sola. Il Presidente Röhm sparisce. Senza più una guida ufficiale ed in preda al panico, la popolazione della Repubblica accoglie il ritorno di Himmler come una vera e propria liberazione. Senza assumere alcuna carica, nell’ormai famoso discorso di Monaco, il comandante delle SS dichiara che l’esistenza stessa della Repubblica Nazionalsocialista è messa in pericolo da un gruppo di pericolosi occultisti e sovversivi dal nome di “cabalisti” che trovano rifugio nel ghetto di Praga. Asserisce inoltre che la loro conoscenza proibita è un pericolo per la popolazione della Repubblica e del mondo intero. Le SS invadono il ghetto cominciando una retata porta a porta. Nulla sembra potersi opporre alla fanatica meticolosità degli uomini di Himmler né alle loro armi tecnologicamente avanzate fino a quando a Luglio dai sotterranei delle sinagoghe del ghetto fanno la loro apparizione centinaia di Golem richiamati alla vita per salvare il ghetto. I golem sembrano inarrestabili e in pochi giorni liberano il ghetto dalla presenza delle SS e lo presidiano. Per giorni i tentativi di Himmler di sconfiggere i golem cadono nel vuoto, fino a quando decide di lanciare all’attacco tutto il suo arsenale occulto. Branchi di licantropi si gettano addosso ai costrutti senza timore, smembrandoli pezzo dopo pezzo, mentre una squadra di SS vampire riesce ad infiltrarsi come nebbia e giungere così alla sede dei cabalisti che vengono totalmente uccisi. Forte di questa vittoria, Himmler fa sfilare a Praga le sue SS e per acclamazione ottiene il titolo di Fuhrer della Repubblica.

1937 – 1938 – Offensiva d’Inverno – con l’inverno rigido e segnato da abbondanti nevicate, l’offensiva della Repubblica Romana contro i fascisti in Romagna ottiene importantissimi successi. Sfibrati dalla mancanza di provviste e dall’isolamento, le truppe di Mussolini si ritirano verso la costa attraverso aspri combattimenti, riuscendo ad imbarcarsi su di una flottiglia di pescherecci e fuggire nell’Adriatico verso nord, sbarcando poi a Venezia dove chiedono ed ottengono l’asilo politico da parte del Regno del Piemonte. Forte di questo successo, il Presidente Gramsci dirige ora le proprie forze contro il Regno delle Due Sicilie e affiancando l’esercito comunardo e sovietico riesce nella riconquista dei territori di Isernia e Campobasso. La Pace di Marzo sancisce la fine delle ostilità e il ritorno alla Pace. Il Regno delle Due Sicilie, come pegno per la pace si offre di ripagare la ricostruzione dei territori invasi così che i confini rimangano fissi a quelli prima del conflitto. Le truppe comunarde si ritirano in patria liberando così Livorno e la Toscana, mentre le truppe sovietiche sfilano vittoriose a Roma sotto lo sguardo di Gramsci.

1938 – La situazione nella Repubblica Romana è ben lungi dall’essere pacificata. Le truppe sovietiche sono ancora di stanza a Frosinone ed anche alle porte di Roma, il Presidente Gramsci mantiene comunque l’indipendenza della nazione sebbene l’ala bolscevica del suo partito, guidata da Palmiro Togliatti, preme per la proclamazione della Repubblica Sovietica di Roma. In Parlamento i socialisti-mazziniani guidati dal sempre più battaglieri Nenni continuano a condannare pubblicamente il tradimento degli ideali fondanti della Repubblica da parte dei bolscevichi. In questo clima si avvicinano le elezioni di Giugno che tra scontri furibondi arrivano a decretare l’impensabile. I socialisti-mazziniani ottengono la maggioranza assoluta dei deputati, mentre i bolscevichi vedono riconfermato il Presidente Gramsci che nel suo discorso di insediamento richiama all’unità della Repubblica e richiama Nenni nella squadra di governo come proprio vicepresidente. Togliatti a seguito di questa mossa, dopo aver preso il sopravvento nel partito bolscevico, espelle Gramsci e ritirandosi da Roma si rifugia a Frosinone, protetto dalle truppe Sovietiche, sancendo così l’inizio di una seconda guerra civile. Le truppe repubblicane marciano così sui territori occupati dai sovietici che senza opporre resistenza si ritirano dal territorio italiano per tornare in patria a seguito di avvistamenti di truppe Zariste avvicinarsi agli Urali e soprattutto per il proclama della Repubblica Comunarda di Parigi che riconosce come fratello il governo di Gramsci e Nenni. Togliatti e i bolscevichi italiani seguono i sovietici e abbandonano la Repubblica non prima di aver fondato la Brigata Bolscevica Italiana, gruppo di combattenti ispirati agli ideali del socialismo sovietico. La guerra civile finisce così senza nemmeno un colpo sparato.

Il Re di Piemonte Vittorio Emanuele III abdica a causa di una malattia che lo debilita totalmente cedendo lo scettro al figlio Umberto II che diviene nuovo re. Alla cerimonia di incoronazione, che si svolge a Torino, partecipa anche Benito Mussolini con le sue camicie nere che per volere del nuovo sovrano occupano il posto del picchetto d’onore. Sin dal discorso di insediamento si denota una svolta autoritaria del Regno di Piemonte che sancisce l’effettiva superiorità della casata di Savoia sui territori di tutta la penisola italica. Aspre le reazioni del Regno delle Due Sicilie e della Repubblica Romana che stigmatizzano le parole di Umberto II e le bollano come ridicole provocazioni, sebbene la flotta borbonica dell’adriatico si porti in mare aperto e stazioni dinanzi alle coste dalmata e la flotta borbonica di Napoli si porti a ridosso della Sardegna. Anche le truppe Repubblicane si concentrano lungo il Po rendendolo un vero e proprio confine armato e fortificato.








Ho letto solo qualche riga sparsa dedicata all'Italia ma.. mi piace assai.
Spero presot di ritornare ad avere tempo libero per l'America.... uffa....
[SM=g27996]
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22/03/2013 16.12

Nessun'altra opinione?

Gasto che ne pensi dell'Impero Prussiano?

E Giovanni, dobbiamo metterci a tavolino e riempire i buchi del CW.

Per comodità metterò ad inizio discussione link per scaricare i PDF dei lavori in corso.

VSV

Pierpaolo
[Modificato da CesareBorgia 22/03/2013 16.12]
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22/03/2013 16.34

si dobbiamo trovarci!
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22/03/2013 16.56

Re:
(custode), 22/03/2013 16:34:

si dobbiamo trovarci!




Riunione di loggia in luogo occulto o al club? [SM=g27987]
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22/03/2013 18.24

più di dove a me interesserebbe decidere quando!
Mi servirebbe un pò di tempo per raccogliere dati "reali", così da poterli "piegare" ai nostri voleri...
Direi per aprile... sabato 6?
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22/03/2013 18.39

Se ci riuniamo e dedichiamo un pomeriggio con davanti cartine mute da riempire anno per anno direi che facciamo cose molto molto belle.

Accetto il 6 aprile come data.

Pomeriggio in sede dedicato all'Ucronia.

E possiamo poi mettere anche due righe al concorso letterario, magari un pannello con le cartine etc etc.

VSV

Pierpaolo
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22/03/2013 19.09

per me può andare!
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22/03/2013 20.34

Mi piace! La prossima volta che ci vedremo (credo domani) ti dirò meglio il mio parere... per la giornata dedicata è un optima idea! ^^

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23/03/2013 11.06

Benissimo, confermiamo sabato 6 aprile allora.

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05/04/2013 22.10

Abbiamo una rete wf disponibile in associazione? Se si porto il mac e se ci occorrono informazioni al volo si cercano e si segnano.
Sarge Sturm
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05/04/2013 22.19

credo decisamente di no....
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05/04/2013 22.57

Re:
(custode), 05/04/2013 22:19:

credo decisamente di no....



Andremo di carta e penna allora, vecchio metodo. [SM=g27985]

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10/04/2013 13.26

Sto sistemando il file con il lavoro che abbiamo fatto così da esporlo al Concorso Letterario con le prime cartine compilate.

VSV

Pierpaolo
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10/04/2013 18.09

Re:
CesareBorgia, 10/04/2013 13:26:

Sto sistemando il file con il lavoro che abbiamo fatto così da esporlo al Concorso Letterario con le prime cartine compilate.

VSV

Pierpaolo




Ottimo Pier!
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